I percorsi hanno preso vita nelle scuole: scopri come sta andando!

Per raccontare cosa sta accadendo nei percorsi di SuperEroi Reali, abbiamo raccolto le voci delle organizzazioni coinvolte nelle attività nelle scuole, chiedendo loro di condividere esperienze, riflessioni e aspettative.

Dalle risposte emerge un quadro molto ricco: in questi mesi, nelle scuole primarie, medie e superiori della Valsugana hanno preso forma attività educative partecipative, costruite grazie alla collaborazione tra scuole, associazioni e amministrazioni locali.

Uno degli elementi che emerge con più forza è proprio il valore del lavoro di rete. Le organizzazioni coinvolte sottolineano come questa dimensione permetta di condividere idee, metodologie e responsabilità, rafforzando al tempo stesso le relazioni sul territorio.

Come racconta Francesco di Puntozero APS, "il lavoro di rete è fondamentale per far circolare idee e metodologie e per ampliare l'impatto del progetto sul territorio". Sulla stessa linea Noemi di Arché SCS, per cui lavorare in rete significa "sentirsi parte di una comunità" e poter dare più forza ai temi dell'inclusione grazie a un impegno condiviso.


Laboratori nelle scuole primarie e medie

Nelle scuole primarie e medie, i laboratori diventano spazi di apprendimento attivo, dove alunni e alunne sono coinvolti in attività esperienziali, giochi e momenti di riflessione.

Le proposte spaziano dall'outdoor education al game based learning, come nel caso di Puntozero APS, che ha lavorato sul tema della memoria come bene comune, collegando la storia locale ai diritti di cittadinanza.

Altri percorsi, come quello della Fondazione Trentina Alcide De Gasperi, hanno invitato le classi a riflettere sui propri spazi di vita, stimolandoli a immaginare soluzioni concrete per prendersene cura: "un modo per sperimentare che le idee possono farsi azione concreta e per vivere meglio e prendersi cura degli spazi comuni".

Arché SCS ha invece proposto attività ludiche e riflessive sull'inclusione, accompagnando i bambini e le bambine a interrogarsi su come rendere il gruppo classe e gli spazi urbani più accessibili e accoglienti per tutti e tutte.

Al centro di tutte queste esperienze c'è il protagonismo dei più giovani: i percorsi sono pensati per renderli sempre più consapevoli delle proprie scelte e del proprio apprendimento, accompagnandoli a scoprire di poter avere un ruolo attivo nella comunità. In questa direzione, lasciare spazio alla loro iniziativa diventa fondamentale: è proprio così che bambine e bambini iniziano a prendersi cura delle attività e del gruppo, sperimentando concretamente cosa significa partecipare.


Dalla scuola secondaria alla peer education

Accanto ai percorsi nelle primarie e medie, il progetto coinvolge anche le scuole superiori, dove studenti e studentesse sperimentano la peer education, un approccio che rende protagonisti attivi del processo educativo. In questo contesto, i ragazzi e le ragazze, affiancati da professioniste e professionisti delle organizzazioni locali, progettano e conducono attività per classi più giovani, in un rapporto tra pari che favorisce un confronto libero e diretto. Si tratta di un'esperienza che va oltre la didattica tradizionale: mette al centro il coinvolgimento, la collaborazione e la responsabilità, permettendo di mettersi in gioco, rafforzare la fiducia in sé stessi e contribuire alla crescita del gruppo e non solo.

Come sottolinea Marianna di H2O+: "anche loro, sebbene molto giovani, possono lasciare un'impronta nella propria comunità". Questa associazione sta infatti lavorando con loro su un percorso che mette al centro i temi della mobilità sostenibile e accessibile, lavorando su consapevolezza e responsabilità verso il territorio.

Studenti e studentesse si stanno anche concentrando sulla rielaborazione di contenuti e riflessioni, che vengono trasformate in attività da proporre a classi più giovani. Come spiega Adriano di Arte Sella: "propongono una rielaborazione creativa [...] per raccontare, tramite il linguaggio dell'arte, idee, bisogni e riflessioni legate ai luoghi del territorio".

In questa direzione lavora anche Deina/Quipu che, ad esempio, propone un percorso sulla memoria come bene comune, invitando studenti e studentesse a riflettere su come i diritti siano stati conquistati nel tempo e non possano essere dati per scontati.


Un impatto che va oltre la scuola

Dai contributi raccolti emerge una visione condivisa: i percorsi attivati non si esauriscono nelle classi, ma contribuiscono a generare cambiamenti più ampi nelle comunità.

Le organizzazioni raccontano come queste esperienze possano rendere bambini e ragazzi più consapevoli e attenti al proprio territorio, capaci di farsi portatori di nuove idee e di stimolare processi di cambiamento. Allo stesso tempo, il progetto contribuisce a rafforzare i legami tra i diversi attori locali e a promuovere una maggiore attenzione condivisa ai temi dell'inclusione, della mobilità e del benessere della comunità.

SuperEroi Reali si conferma così come un percorso capace di intrecciare educazione, partecipazione e comunità, mettendo al centro le relazioni, i luoghi e gli spazi che abitiamo, e il protagonismo delle nuove generazioni come motore di cambiamento.