Alla Colonia Montana Vezzena due giorni per immaginare il futuro dei territori insieme a ragazze e ragazzi

Il 18 e 19 maggio ragazze e ragazzi coinvolti in SuperEroi Reali si sono ritrovati alla Colonia Montana Vezzena per una residenziale che ha rappresentato un momento importante nel percorso del progetto: un'occasione per rileggere quanto vissuto nei mesi precedenti attraverso i laboratori nelle scuole e le attività di peer education e per iniziare a progettare insieme la seconda fase di SuperEroi Reali, che porterà alla realizzazione dell'EduTour aperto alla cittadinanza.

La prima giornata della residenziale è stata dedicata all'incontro tra studenti e studentesse provenienti dai tre territori coinvolti nel progetto. Dopo mesi di attività vissute nelle rispettive scuole, ragazze e ragazzi hanno avuto l'opportunità di conoscersi, raccontarsi e condividere le esperienze realizzate nei percorsi.

Nel raccontare ciò che avevano vissuto, ragazze e ragazzi hanno anche provato a nominare i propri "superpoteri". Sono emerse parole come unicità, gioco di squadra, ispirazione, felicità e capacità di coinvolgere gli altri: qualità che spesso danno per scontate e che hanno avuto l'occasione di iniziare a riconoscere.

La giornata ha inoltre aperto uno spazio di riflessione sul rapporto tra giovani e territorio. Studenti e studentesse hanno riconosciuto quanto spesso sono già parte attiva della comunità in contrasto con certe visioni del mondo adulto secondo cui sarebbero apatici e fragili; hanno inoltre reclamato più opportunità e una maggior fiducia da parte delle persone più grandi.

Durante uno dei laboratori, ragazze e ragazzi hanno scelto di reagire in modo concreto a un articolo di giornale che li descriveva come passivi nel tessuto sociale e persino responsabili del degrado della comunità. Hanno quindi ideato un flash mob, redatto un comunicato stampa e realizzato una campagna di comunicazione attraverso reel e contenuti Instagram per contrastare questa narrazione stereotipata e valorizzare il contributo che le nuove generazioni offrono alla società. L'iniziativa ha inoltre posto l'attenzione sulla carenza di risorse, spazi e opportunità che spesso limita la partecipazione giovanile, rivendicando il ruolo dei giovani come protagonisti del cambiamento e risorsa fondamentale per il presente e il futuro della comunità.


La seconda giornata: laboratori artistici e creativi

La seconda giornata ha visto i partecipanti impegnati in tre laboratori artistici e creativi condotti da professionisti e professioniste provenienti da ambiti espressivi differenti.

Con Lorena Martinello, attraverso la tecnica del collage, i gruppi hanno lavorato sulla costruzione di immaginari e rappresentazioni visive. Con Maria Vittoria Barrella, il linguaggio teatrale ha offerto uno spazio per dare voce a emozioni, bisogni e desideri emersi durante il percorso. Con Acropoli (Alberto Refatti e Anna Martinatti) ragazze e ragazzi hanno sperimentato la costruzione di installazioni collettive, trasformando idee e riflessioni in forme e strutture attraversabili.

Nei laboratori sono emersi bisogni molto chiari: il desiderio di essere ascoltati, riconosciuti e coinvolti nelle scelte che li riguardano; la richiesta di non essere sminuiti o infantilizzati, nemmeno nelle piccole interazioni quotidiane a scuola o in città; il bisogno di una maggiore attenzione alle emozioni, al benessere e alle fragilità. È emersa inoltre la necessità di spazi in cui costruire relazioni significative, sperimentare, creare e mettersi in gioco, ma anche luoghi dedicati alla riflessione, all'introspezione e alla cura di sé e degli altri. Infine, ragazze e ragazzi hanno espresso il desiderio di poter coltivare le proprie passioni e accedere più facilmente ad attività sportive e culturali, superando anche le barriere economiche che spesso ne limitano la partecipazione. Attraverso collage, teatro e installazioni, ragazze e ragazzi hanno raccontato territori che vorrebbero più aperti, inclusivi e capaci di lasciare spazio alla partecipazione delle nuove generazioni.


Il confronto tra adulti e giovani

Al termine dei laboratori, i gruppi hanno presentato il proprio lavoro a insegnanti, amministratori, amministratrici e rappresentanti delle organizzazioni coinvolte nel progetto, dopodiché, le persone adulte si sono confrontate in tavoli di lavoro dedicati, partendo da una domanda comune: cosa abbiamo imparato dagli sguardi e dalle richieste delle nuove generazioni?

Hanno riconosciuto che le presentazioni dei ragazzi e delle ragazze hanno portato al centro emozioni, bisogni e richieste che spesso faticano a trovare spazio nei contesti abituali e, tra le riflessioni condivise, è emersa soprattutto la necessità di mettersi in discussione e interrogarsi sul modo in cui si costruiscono le opportunità di partecipazione. Il confronto ha evidenziato l'importanza di riconoscere e valorizzare le forme di partecipazione che già esistono, di dare fiducia alle nuove generazioni, di ridimensionare le aspettative e di creare occasioni in cui possano esprimersi. Inoltre tra le indicazioni operative emerse troviamo: la necessità di dedicare tempo alla costruzione di relazioni, di non sminuire le emozioni delle persone giovani, di andare incontro ai luoghi che frequentano e di sperimentare modalità che le vedano maggiormente protagoniste nella vita delle comunità.


Verso l'EduTour

La residenziale ha segnato l'avvio della fase di progettazione dell'EduTour, un percorso aperto alla cittadinanza che nei mesi autunnali porterà nei territori idee, domande e proposte nate durante il progetto. Sarà un'occasione per condividere con la comunità il lavoro svolto nelle scuole e continuare a costruire, insieme a giovani e adulti, nuovi spazi di partecipazione e dialogo.


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